La Cattedrale di Manfredonia, intitolata a san Lorenzo Maiorano, è l'edificio seicentesco dedicato il 14 febbraio 1677, costruito sulle rovine del duomo angioino del 1270-1274 distrutto nel sacco turco del 1620. Sotto lo stesso nome stanno quindi due chiese. La prima nacque quando la sede vescovile passò dall'antica Siponto alla città nuova voluta da Manfredi; la seconda è quella in cui si entra ancora oggi.
Perché le date sembrano non tornare
Le fonti indicano numeri diversi e la contraddizione è solo apparente. Vale qui quanto vale per il resto del sito: ogni dato porta con sé la sua provenienza. L'annuario dell'Arcidiocesi registra come anno di costruzione il 1640 e come data di dedicazione il 14 febbraio 1677: sono le date dell'edificio attuale. Le ricostruzioni storiche partono invece dal 7 febbraio 1270, giorno in cui furono avviati i lavori della prima cattedrale, completata quattro anni dopo. Chi legge le due informazioni una accanto all'altra pensa a un errore; in realtà misurano due chiese diverse, separate dalla distruzione del 1620.
C'è poi una coincidenza. Il 7 febbraio è il giorno in cui la Chiesa ricorda san Lorenzo Maiorano: la prima pietra fu posata nella festa del santo a cui la cattedrale sarebbe stata intitolata.
Chi ricostruì il Duomo
Portarono avanti la ricostruzione tre presuli succedutisi sulla cattedra sipontina. Bartolomeo della Cueva ribaltò l'orientamento dell'edificio, spostando l'ingresso principale sul lato opposto rispetto a quello originario, e fece realizzare gli stalli dei canonici e l'altare maggiore. Il cardinale Vincenzo Maria Orsini — che nel 1724 sarebbe diventato papa con il nome di Benedetto XIII — fece innalzare nel 1677 il campanile che ancora oggi segna il profilo del centro storico — il primo elemento che si riconosce arrivando — nel punto dove prima si apriva l'ingresso. La campana del vecchio campanile, collocata dall'arcivescovo Marullo nel 1646 e fusa dal napoletano Onofrio Giordano, fu trasferita nella torre nuova. Il completamento novecentesco porta la firma di monsignor Andrea Cesarano.
Che cosa si conserva all'interno
Tre opere sono più antiche dell'edificio che le ospita. Furono salvate dalla distruzione e portate qui da Siponto o dalle chiese vicine.
- L'Icona della Beata Vergine di Siponto, tavola dipinta del XIII secolo, oggetto della devozione cittadina. Le è dedicata una pagina a parte.
- La Sipontina, statua lignea della Madre di Dio in trono, dei secoli XI-XII.
- Il Crocifisso ligneo del XII secolo, proveniente dall'abbazia di San Leonardo in Lama Volara.
Alle pareti restano le tele degli arcivescovi Orsini, Muscettola, Rivera e Tagliatela. L'archivio parrocchiale conserva pergamene e i registri dei battezzati a partire dal 1600: è la ragione per cui molte richieste di certificati antichi, anche da parte di discendenti emigrati, arrivano proprio qui.
San Lorenzo Maiorano, il vescovo delle apparizioni
Il titolare della cattedrale fu vescovo di Siponto tra la fine del V e la metà del VI secolo. Secondo la tradizione arrivò dall'Oriente, portando con sé reliquie, e a lui si legano le apparizioni dell'arcangelo Michele sul Gargano, all'origine del santuario di Monte Sant'Angelo. La città lo venera come patrono, mentre come protettrice riconosce la Madonna di Siponto: due titoli distinti che a Manfredonia nessuno confonde, anche se ai visitatori la differenza sfugge quasi sempre.
Il restauro dell'Icona e il ritorno del 2011
Nel 2011 la tavola della Vergine di Siponto è rientrata in Cattedrale dopo un intervento di restauro. La relazione tecnica fu presentata pubblicamente il 31 maggio 2011, seguita da una celebrazione in piazza: un episodio recente, ma già parte della storia dell'edificio, perché ha rimesso al centro della chiesa l'opera intorno a cui la comunità si riconosce.
Ultimo aggiornamento della pagina: 20 agosto 2026.